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martedì 30 dicembre 2008

Isabella Santacroce (citazioni)

L'alfabeto è pieno di proiettili, la mia mente, il suo fucile.

Amo chi mi ama, cerco di non odiare chi mi odia, grazie a chi mi ama sono ancora viva, grazie a chi mi odia sono ancora più forte.

Pelle bianchissima poggiata sul viso di bambole, artificiose amicizie mancanti di dialoghi,

Un cuore piccolo incastrato dentro la carne come un giocattolo perso in mezzo alla terra, sepolto.

L’abilità della danza, questo mi serve, trasformarmi in equilibrista sporca di grazia, una fune sottile nel cielo immobile, il vento a sorreggermi, ballare con furia abbracciando la follia che mantengo a distanza, questo vorrei, perdere ogni controllo, questo vorrei, perdere la lucidità che posseggo, questo vorrei, ingoiare e sputare la mente, questo vorrei, diventare magnifica.

Penso non dormirò più fino a te. Ti sto amando nella volgarità del dolore.

"La bellezza che vivo è nel suono di un violino, in quel lirismo che l’aria piega, disegnando grandi dalie. La bellezza che cerco è dove tutto finisce, in quell’inizio all’inverso, dove l’umano scompare, e il Divino, potentemente, danza".

L’amore è una operazione chirurgica senza anestesia.